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mercoledì 28 luglio 2010 |
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CACCIA: MARCHE, PRELIEVO STORNO IN DEROGA DA SETTEMBRE A DICEMBRE = ASSESSORE PETRINI, SCELTA SUPPORTATA DALL'OSSERVATORIO FAUNISTICO REGIONALE
Ancona, (Adnkronos) - La Giunta regionale delle Marche ha approvato i criteri per il prelievo in deroga dello storno per il 2010. Nel territorio marchigiano, in base all'articolo 2 della legge regionale numero 8 del 2007, sarà possibile il prelievo in deroga di questa specie nel periodo primo settembre-19 dicembre 2010.
Questo "sulla base anche delle risultanze scientifiche elaborate dall'Osservatorio faunistico regionale", sottolinea l'assessore regionale alla Caccia, Paolo Petrini, che ricorda "la costante attenzione politico-amministrativa della Regione a tutela delle esigenze dell'attività faunistica-venatoria e agricola, testimoniata, ad esempio, dalla recente approvazione del Piano faunistico venatorio e dalla proposta di modifica alla legge regionale 7 del 1995. Iniziative, queste, ampiamente concordate con le associazioni venatorie stesse".
Il prelievo della specie, spiega una nota, potrà essere effettuato solo con il sistema dell'appostamento, senza l'utilizzo dei richiami vivi, entro il raggio di 100 metri da colture da seme, vigneti, oliveti e frutteti con frutti penduli, compresi i nuclei vegetazionali sparsi che tuttora caratterizzano la campagna marchigiana. "Sarà consentito derogare al limite territoriale stabilito -osserva Petrini- solo per il mese di ottobre in coincidenza dell'accumulo degli esemplari in migrazione con quelli sedentari, circostanza tale da vanificare l'azione di contrasto a difesa delle colture per il sensibile incremento congiunturale della specie dannosa".
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 28 luglio 2010 )
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mercoledì 28 luglio 2010 |
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CACCIA: CACCIA: CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDIA BOCCIA PROCEDURA D'URGENZA SU STAGIONE VENATORIA
Milano. (Adnkronos) - Il Consiglio regionale della Lombardia ha bocciato la richiesta di procedura d'urgenza per la discusisone del progetto di legge sulla caccia in deroga per la prossima stagione venatoria che si aprirà a settembre. La procedura d'urgenza era stata richiesta dal capogruppo Udc, Gianmarco Quadrini, che assieme ai consiglieri Valerio Bettoni (Udc) e Carlo Saffioti (Pdl) avevano firmato un pdl secondo il quale veniva autorizzato il prelievo venatorio in deroga alle normative europee, di alcune specie protette.
La procedura d'urgenza presentata dal capogruppo Udc è stata respinta con 31 voti contrari e 10 favorevoli. Il pogetto di legge ora dovrà così tornare in commissione a settembre "con il rischio -secondo quanto sottolinea lo stesso Quadrini- che la legge arrivi in ritardo rispetto alle date previste per la prossima stagione venatoria. La maggioranza -oserva Quadrini- si è ripetuta anche in aula, respingendo una richiesta di trattazione urgente del provvedmento sulla caccia in deroga pur essendoci tutti i crismi perchè si facesse una legge come la farà domani la Regione Veneto".
"Resta un mistero politico -osserva l'esponente Udc- il fatto che la Lega, e a rimorchio il Pdl, si ostinino ad opporsi alla caccia in deroga. Non vorremmo -conclude- che alla ripresa, dopo la pausa estiva, ci trovassimo in commissione un progetto di legge analogo firmato dalla Lega e promosso solo per assumersi la paternità davanti ai cacciatori".
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mercoledì 28 luglio 2010 |
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CACCIA: LEGA ANTICACCIA, MINORANZA REGIONE FACCIA OSTRUZIONE
(ANSA) - VENEZIA La lega per l'abolizione della caccia in Veneto esprime forti critiche alle nuove disposizioni venatorie emanate dal governo regionale e si appella alla minoranza affinchè applichi ostruzionismo per bocciare la nuova legge di caccia in deroga. In una nota il presidente Andrea Zanoni sottolinea che "l'ingordigia di alcuni cacciatori non finisce: vogliono sparare alle specie dei piccoli uccelli migratori, agli uccellini insettivori utili all'agricoltura. Ad assecondare queste pretese illegittime trovano in prima linea il neo governatore Zaia che per avere il loro consenso quest'anno si è fatto in quattro, incorrendo anche in qualche scivolone". "Zaia prima ha presentato un progetto di legge che prevedeva ben sei specie di uccelli protetti cacciabili in deroga, specie protette dalla legge quadro sulla caccia, dalle Direttive Comunitarie e dalla Convenzione di Berna sulla tutela della biodiversità poi ha chiesto il ritiro della sua firma perchè ha capito di aver commesso un errore, salvo poi presentarne un altro che permette di abbattere 1.578.858 capi di specie protette". Gli attivisti anticaccia dicono ora di attendere "quali saranno i consiglieri avranno la faccia tosta di votare a favore, soprattutto dopo la condanna del 15 luglio scorso dell'Italia, da parte della Corte di Giustizia Europea, al pagamento di pesanti sanzioni perchè alcune regioni italiane, Veneto in testa, consentono la caccia in deroga ad uccelli protetti". "Per fermare questa legge - conclude Zanoni - è necessaria la messa in campo di una sostanziosa manovra emendativa ostruzionistica che l'attuale regolamento consigliare consente alle minoranze per bloccare leggi illegali come questa".
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