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La caccia al Cinghiale

La caccia al Cinghiale

La Caccia al Cinghiale nella Storia

Le uniche informazioni scritte sulla caccia al cinghiale in Etruria Meridionale derivano da autori greci ed autori latini dell’età repubblicana, sono quindi fonti indirette e tarde. Eliano, Varrone, Plinio il vecchio, infatti, riportano dettagliatamente le abitudini venatorie dei Tirreni, ma sono cronologicamente lontani dall’acme della civiltà etrusca.
Nonostante questo, sono molti i riferimenti che offrono un quadro abbastanza chiaro ed esaustivo dei sistemi di caccia del tempo. Il cinghiale era cacciato da compagnie di cacciatori, le antesignane delle nostre squadre, attraverso l’uso di reti verso le quali gli animali erano spinti con l’ausilio dei cani e dei battitori. La “lestra” del cinghiale era individuata con l’ausilio di un cane da seguita che, dopo aver trovato il cinghiale, veniva allontanato.
Una volta caduto nella rete il cinghiale veniva abbattuto con il cosiddetto “spiedo”, una sorta di lancia ben affilata dotata di un fermo posto sotto la lama per impedire che il cinghiale infilzato, avvicinandosi, ferisse il cacciatore. Eliano riporta, nella sua De Natura Animalium nel III° sec. d.C., che gli etruschi erano soliti stanare i cinghiali con l’ausilio di un flauto. Se le informazioni scritte sono tarde e indirette numerose sono invece le testimonianze iconografiche relative alla caccia al cinghiale. In un fodero di spada risalente al IX sec. a.C., rivenuto a Tarquinia nella necropoli di Poggio dell’Impiccato, viene rappresentato un cacciatore armato di spiedo che affronta un cinghiale. La posizione delle gambe del cacciatore, come pure il modo di impugnare lo spiedo, sono quelli descritti da Senofonte (430 –355 a.C.) nel suo Cinegetico. Le raffigurazioni di scene di caccia al cinghiale, su ceramica a figure rosse o nere, sono numerose (Museo Archeologico di Tarquinia). Alcune delle iconografie più affascinanti si trovano nella necropoli di Monterozzi a Tarquinia. Gli affreschi delle tombe della “Scrofa nera” , del “Biclinio” e della “Querciola” (V-IV sec. a.C.) confermano l’uso delle reti, dei cani e dello spiedo per la cattura dei cinghiali.
La rappresentazione di scene di caccia nelle tombe di Monterozzi è esplicativa del ruolo che l’attività venatoria svolgeva nella società etrusca. Se da una parte essa era un importante momento di formazione dei giovani, dall’altra rappresentava una attività di svago per gli adulti, ed essendo prerogativa dei ceti più abbienti, assumeva tale rilevanza da essere raffigurata con funzioni magiche nelle pitture parietali delle tombe o nei corredi funebri.

Ruolo Sociale della Squadra di Caccia al CInghiale

La squadra rappresenta un ambiente di forte aggregazione con una gerarchia solida e con dei ruoli ben definiti, caratteristiche essenziali per la buona riuscita della battuta di caccia. La braccata, come tecnica di caccia prevede numerosi e diversi ruoli, in tal modo permette la partecipazione anche di portatori di piccoli handicap, e di anziani che non potrebbero esercitare una diversa forma di caccia. La funzione aggregante della squadra non si esaurisce al termine di una battuta. Infatti è necessario effettuare una serie di operazioni conseguenti all’abbattimento, come il trasporto o la preparazione delle singole porzioni di carcassa, che necessitano di
una ulteriore collaborazione tra cacciatori.

I cacciatori, grazie alla rigida gerarchia e all’abitudine al coordinamento durante le operazioni, rappresentano una entità in grado di assolvere anche dei ruoli diversi da quelli venatori. La partecipazione attiva alle operazioni di censimento o agli interventi di prevenzione dei danni è sempre più attuale. Recentemente, grazie alla ottima conoscenza del territorio le squadre di caccia al cinghiale hanno partecipato ad azioni di prevenzione degli incendi e ad interventi della Protezione Civile. Da queste considerazioni appare evidente il significato che può assumere l’appartenenza ad una squadra nella formazione di un giovane.

Sicurezza durante la Battuta

Alla forma tradizionale di battuta al cinghiale partecipano spesso numerose decine di cacciatori, alcuni disposti su una linea formata dalle “poste”, altri che conducono le mute dei cani, altri ancora, i battitori, spingono i cinghiali verso le poste.
La battuta talvolta si svolge in aree dove a causa della vegetazione e/o della pendenza la visibilità è spesso ridotta. In queste condizioni il rispetto di poche ma ferree regole, permette uno svolgimento in tutta sicurezza delle azioni di caccia.

Tabellazione della zona di battuta
Il regolamento di molte provincia impone: “Una adeguata tabellazione della zona assegnata , a cura della squadra. La porzione di territorio della zona, di volta in volta interessata dalla battuta dovrà essere segnalata a cura della squadra con bandierine rosse, da posizionare prima della battuta e da togliere al termine, con sopra scritto "battuta in atto pericolo".
Le bandierine dovranno essere posizionate solo lungo il perimetro della porzione di zona effettivamente interessata alla battuta in atto e/o sul quale verranno collocate le poste. “ La conoscenza approfondita delle aree di battuta si impone come essenziale dote del capocaccia che grazie alla propria esperienza è in grado di disporre le poste e organizzare la battuta in piena sicurezza.

Gilet ad alta visibilità
Negli ultimi anni è diventato obbligatorio in molte province l’adozione da parte  cacciatori di cinghiale di un gilet di colore arancione ad alta visibilità tipo quelli che sono obbligatori in macchina (vedi foto), o comunque di un capo d’abbigliamento che li rende estremamente visibili durante la battuta.
Anche dove non è ancora obbligatorio è comunque vivamente consigliato l'utilizzo di questi indumenti che rendono molto visibile il cacciatore nel folto della macchia. Anche perchè il cinghiale non vede i colori quindi questi gilet non comprometteranno la mimetizzazione del cacciatore nel bosco.

La Battuta

La Battuta è il metodo più diffuso per cacciare il cinghiale in squadra.
E' un lavoro di equipe distribuito tra tutti i cacciatori che hanno tutti la medesima importanza dalle poste ai battitori fino al capocaccia tutti parteciperanno la sera alla spartizione del carniere.

Una squadra di caccia al cinghiale è composta di canai, battitori e poste.

I Canai : Si tratta di persone con una grande esperienza e dimestichezza con la macchia, sono grandi appassionati per la caccia e sono ovviamente i proprietari dei cani ai quali dedicano molto tempo non solo durante il periodo della caccia ma durante tutto l'anno per l'addestramento la cura e il mantenimento. Devono conoscere molto bene il territorio in cui si svolge la battuta
Per i canai la cosa principale è trovare l'animale e metterlo di corsa poi se verrà ucciso o no ha una importanza secondaria. Ed è questo lo spirito giusto infatti il canaio deve scovare l'animale e indirizzarlo alle poste non cercare in tutti i modi di sparargli a fermo o intercettarlo nella corsa con il rischio di deviarne la corsa e farlo uscire dalla battuta.

Le poste : Le poste vengono posizionate all'inizio della battuta dal capocaccia aiutato dai cacciatori più esperti della zona lungo il perimetro scelto per la battuta nei punti più probabili di fuga del cinghiale. La distanza tra le poste dipende dalla visibilità dal terreno quindi non è quantificabile. E' molto importante nel posizionamento tener conto del vento che deve spirare in faccia alla posta infatti l'olfatto del cinghiale è acutissimo e può avventare una presenza umana a diverse decine di metri con la situazione di vento a favore, naturalmente è sconsigliato usare profumi, dopobarba e fumare ma poi tutto dipende dalla foga e dall'incalzare dei cani infatti se il cinghiale non ha il tempo di fermarsi perché incalzato sarà più difficile per lui accorgersi della linea di poste.
La cosa principale è che ogni posta sappia esattamente dove sta la posta vicina.
La visuale di tiro come indicato in figura e di fronte o alle spalle della linea di posta in modo di mantenere la massima sicurezza per tutti.
L'assegnazione delle poste deve essere imparziale usando della accortezza per esempio mettere un novellino vicino e delle poste esperte che potranno guidarlo e aiutarlo.
Il capocaccia deve conoscere il numero di poste che servono per chiudere tutta la zona in caso fossero insufficienti è preferibile stingere il perimetro di battuta piuttosto che lasciare lunghi tratti scoperti.

Battitori : I Battitori non sono usati da tutte la squadre ma spesso da quelle composte da molte persone (più di 40). Sono spesso canai a cui quel giorno non tocca sciogliere i cani. Il loro compita è quello di chiudere i punti dove non sono previste poste e indirizzare i cinghiali verso le poste, lo fanno urlando e sparando colpi a salve. Si possono spostare sul territorio dove ce ne è più bisogno a seconda dallo svolgimento della battuta. Un altro loro compito è che nel caso il cinghiale riuscisse a superare la linea dei battitori questi devo recuperare i cani e non farli passare per non farli andare fuori cacciata.


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