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- Published on Sunday, 01 August 2010 10:22
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Come scegliere il fucile

La scelta del fucile che risponde alla proprie esigenze, risulta meno facile di quanto si possa credere. Una volta stabilito la tipologia ( doppietta, sovrapposto, semiautomatico), calibro, tipo di canna e marca, si tratta di individuare il fucile adatto al cacciatore di turno. Al riguardo, è opportuno considerare che, mentre in qualche misura si può agire sulla lunghezza del calcio, grazie all’aggiunta si spessori, una volta rimosso il calciolo, non risultano correggibili a posteriori alcune caratteristiche tecniche del fucile, altrettante importanti, in particolare la piega ed il vantaggio. Si tratta di caratteristiche non modificabili, caratteristiche che il fucile deve possedere fin dal momento dell’acquisto. Per l’acquisto di un fucile nuovo gli armieri professionalmente validi sono in grado di fornire un valido contributo, in questa direzione, in modo che la scelta possa cadere su di un fucile con caratteristiche in linea con le esigenze dell’acquirente. Il fucile deve calzare come un paio di guanti o di scarpe. I consigli del venditore saranno senz’altro utili, ma il solo vero arbitro della scelta giusta sarà l’interessato. Un vecchio cacciatore impugnando vari fucili è in grado di scegliere quello che meglio risponde alla proprie caratteristiche, la scelta diventa particolarmente difficile per il giovane cacciatore alla prime armi.
Fucili a canna rigata







I fucili da caccia, consentiti dalla vigente normativa, possono essere con canne ad anima lisca, di calibro non superiore a 12, e con canne ad anima rigata, di calibro non inferiore a 5,6 millimetri. Questi ultimi fucili, da impiegare per la caccia ai mammiferi (caccia grossa), sono detti a “canna rigata” in quanto le canne al loro interno presentano delle rigature elicoidali per l’intera lunghezza, le quali hanno la funzione di imprimere al proiettile un movimento rotatorio. Questo movimento che il proiettile conserva anche dopo essere uscito dalla canna, garantisce allo stesso una traiettoria più stabile e precisa, dando compattezza alla rosata, generata dalla pluralità di colpi sparati in sequenza. Il movimento rotatorio stabilizza il moto del proiettile durante il volo. Quest’ultimo viaggia ad una velocità di 500-600 metri al secondo, che può raggiunge e superare anche i 1.000 metri al secondo. I gas che si sprigionano nella camera di scoppio contribuiscono ad incrementare la velocità del proiettile, finché questo è in canna. Una volta uscito dalla canna, il proiettile continua la sua corsa per inerzia, con velocità ovviamente decrescente, per la resistenza dell’aria. Per uso caccia sono consentiti solo quelli a canna lunga, a una o più canne, tutte rigate o in parte lisce e in parte rigate (combinato o trilling). Possono essere a colpo unico, a ripetizione o automatici. Le munizioni per fucili con canna ad anima rigata, sebbene per gli elementi di cui si compongono risultino simile alla cartucce peri fucili ad anima liscia, differiscono in maniera sostanziale da queste ultime. Infatti, come le tradizionali cartucce per fucile con canne ad anima lisce, anche quelle per canne rigare, comprendono un bossolo con relativo innesco, la polvere ed il proiettile. Ma questi ultimi elementi, rispetto a quelli delle normali cartucce da caccia, per intenderci quelle con il bossolo di cartone o al più di plastica, prevedono un bossolo metallico, una polvere con caratteristiche particolari, un proiettile unico in luogo dei pallini. Il proiettile della cartuccia per armi rigate deve vincere una resistenza maggiore rispetto ai pallini della cartuccia per fucili a canna liscia, mentre deve raggiungere una velocità superiore. La qualità dei componenti e le tecniche di caricamento devono assicurare una combustione più lenta, ossia la trasformazione della polvere in gas deve avvenire più lentamente, la qualcosa contribuisce ad imprimere al proiettile una spinta maggiore.
Calibro fucili

Uno delle tante caratteristiche del fucile è il “calibro”, ossia il diametro interno delle canne. La legge attuale prevede che esso per i fucili a canne ad anima liscia non può essere superiore a 12, mentre per i fucili con canna ad anima rigata non può essere inferiore a 5,6 millimetri. In ordine decrescente, per uso caccia, segue il calibro16, 20, 24, 28, 32, 36. Come è possibile notare il numero cresce mentre il diametro interno della canna diminuisce. Il diametro delle canne del calibro 36 e delle relative munizioni è molto vicino a quello delle comune sigarette. Il calibro 16 è il meno comune e completamente in disuso, mentre il calibro principe usato comunemente per la caccia è il calibro 12 al quale segue il calibro 20. I calibri dal 24 al 36 vengono usati per i vari tipi di caccia agli uccelletti. Per il fucile con canna ad anima liscia, il calibro rappresenta il numero di palle di piombo necessarie per raggiungere il peso di una libbra inglese, pari a 453 grammi, che riescono a passare attraverso canna. Quindi, attraverso le canne del fucile calibro 12, riescono a passare 12 palle cilindriche di piombo che complessivamente pesano 453 grammi, nelle canne del fucile calibro 36 riescono a passare 36 palle rotonde di piombo, il cui peso complessivo è pari ad una libbra inglese, ossia a 453 grammi. Per i fucile a canne rigate, il calibro è espresso in millimetri e rappresenta il diametro interno della canna.
Fucili automatici

Nel linguaggio d’uso corrente viene impropriamente usato il termine “fucile automatico” per indicare il diffuso “fucile semiautomatico”. In realtà da un punto di vista tecnico, l’automatico è quel fucile (meglio sarebbe dire carabina) che spara a raffica. Una volta messo il dito sul grilletto e tenendolo premuto i colpi si susseguono uno dopo l’altro fino ad esaurimento delle munizioni. Con i fucili semiautomatici i colpi vengono sparati uno per volta. Ad ogni tiro bisogna lasciare il grilletto per poi premerlo di nuovo per il secondo colpo e così via. Il semiautomatico di “automatico” possiede l’espulsione del bossolo vuoto e il passaggio di una nuova cartuccia dal serbatoio alla canna. Questo tipo di arma predisposta per il tiro a raffica, non è annoverata tra i mezzi consentiti per l’esercizio dell’attività venatoria.
Fucili a canna liscia

Una prima e importante distinzione dei fucili da caccia è quella tra “fucile a canna liscia” e “fucile a canna rigata”. Sono fucili, con canne all’interno perfettamente levigate, idonei a sparare cartucce e munizioni spezzate. Per le specie di selvaggina cacciabile e presente sui nostri territori di caccia, la quasi totalità di cacciatori utilizza il fucile con canna ad anima liscia, tipologia di fucile utilizzabile anche con cartucce a palla singola. In quest’ ultima ipotesi, poiché l’interno della canna non presenta rigature, indispensabili per imprimere al proiettile il necessario movimento rotatorio, nel tiro a palla unica saranno i proiettili a presentare rilievi elicoidale, capaci di imprimere loro il necessario e stabilizzante movimento di rotazione. I fucili a canna liscia comprendono la doppietta, il sovrapposto e l’automatico o meglio il semiautomatico. Quelli a cani interni possono avere le canne affiancate (giustapposte) o l’una sull’altra (sovrapposte), rispettivamente la “doppietta” ed il “sovrapposto”, mentre i cani esterni non sono compatibili con il sovrapposto. Più precisamente, relativamente ai mezzi per l’esercizio dell’attività venatoria, le vigenti disposizioni prevedono che la stessa nel nostro paese è consentita con fucili, con l’arco e con il falco. Relativamente ai fucili dispone che, per quelli con canna ad anima liscia, il relativo calibro non può essere superiore al 12 . Dopo il 12, in ordine decrescete, andando dal fucile più grande a quello più piccolo, troviamo il 16, 20, 24, 28, 32, 36. I primi e rudimentali fucili prevedevano canne esclusivamente ad anima liscia, veri e propri cilindri.
Manutenzione e pulizia fucili

Il fucile, dopo ogni battuta e periodicamente in caso di prolungato inutilizzo, ha bisogno di minuziosa pulizia e manutenzione. Con l’ausilio di uno “scovolo” di metallo o lana vengono pulite e lubrificate le canne nel loro interno, sia quelle ad anima liscia che ad anima rigata. Per intenderci, lo scovolo è simile allo spazzolino che si usa per lavare internamente le bottiglie. Più comunemente la pulizia interna delle canne viene fatta con una bacchetta di legno, che ad un’estremità presenta un terminale metallico forato per ospitare straccetti imbevuti o meno di olio lubrificante per armi. Il terminale della bacchetta e munito di un piccolo foro filettato nel quale vengono fissati dei gratta ruggine di metallo dolce, ossia di metallo che asporta impurità ed eventuali punti di ruggine, senza danneggiare internamente la canna. Per una pulizia più completa, il fucile viene smontato nei suoi pezzi principali. Questa operazione risulta veramente semplice per la doppietta, un po’ meno per i semiautomatici. Infatti, per la doppietta basta togliere la sottocanna premendo il perno posto all’estremità anteriore della stessa o sollevare l’eventuale levetta. A questo punto, è sufficiente aprire il fucile e separare il calcio dalle canne, da pulire e lubrificare. Il fucile va pulito e lubrificato anche esternamente, in modo particolare dopo le battute eseguite in giornate piovose. La lubrificazione interna delle canne deve avvenire con moderazione, in quanto è stato rilevato che un’abbondante lubrificazione condiziona negativamente la gittata. Per questo motivo, prima di utilizzare il fucile, potrebbe essere opportuno pulire internamente le canne con uno straccetto asciutto, con l’ausilio della predetta bacchetta. Come già accennato, è consigliabile utilizzare lubrificanti esclusivi per armi, reperibili presso qualsiasi armeria, evitando prodotti come olio di oliva, petrolio, ecc.
Fucile da tiro

I fucili da tiro sono tutti a canne sovrapposte, ossia sono tutti “sovrapposti”,fucili a canne lunghe con strozzature particolari. Dalla lunghezza delle canne dipende la precisione e la gittata del fucile. In considerazione del breve calendario venatorio e della carenza di selvaggina, per gli appassionati di armi e di tiro, il piattello diventa una scelta obbligata, dal momento che anche il tiro a piccione è stato vietato. Partendo da questa considerazione, le aziende fabbricanti armi hanno concentrato il loro sforzo per la realizzazione di fucili da tiro ( sovrapposti), veri gioielli, che potessero soddisfare tutte le esigenze, assicurando prestazioni eccellenti. Rispetto al fucile da caccia, il fucile da tiro si presenta più robusto, in considerazione del maggior numero di colpi che con questo sport si sparano in un tempo limitato. Inoltre, un fucile più pesante attutisce meglio il fastidioso rinculo. Rispetto al fucile da caccia, il fucile da tiro deve presentare una piega più dritta, in considerazione della traiettoria del piattello. Come dicevamo il sovrapposto viene preferito dai tiratori, perché ritenuto più preciso, in quanto manca quella forza che tende a spostare lateralmente il fucile, inconveniente proprio della doppietta. Parallelamente ai fucili da tiro troviamo il porto d’armi per uso sportivo, più facile da conseguire, perché non richiede le conoscenze connesse all’esercizio dell’attività venatoria, e meno impegnativo economicamente.
Fucili semiautomatici

I fucili semiautomatici, detti comunemente automatici, prevedono una sola canna e un serbatoio, grazie al quale è possibile eseguire più di due colpi consecutivamente. L’attuale Legge quadro prevede che il serbatoio non può contenere più di due cartucce, per cui tenuto conto della cartuccia “in canna”i colpi consentiti diventano tre. Precedentemente alla Legge attuale, nel serbatoio sostavano quattro cartucce, oltre a quella in canna, per i cui i colpi da poter sparare consecutivamente diventavano cinque. In più, esistevano degli accessori che aumentavano la capienza dei serbatoi, portando i colpi complessivi da 5 a 7. Questo fucile dopo aver sparato espella il bossolo vuoto, mentre una nuova cartuccia dal serbatoi passa in canna, nello stesso ordine che si trovano nel serbatoio. Con la limitazione del numero di colpi introdotta dalla nuova normativa ( max 3), viene meno per questa specie di fucile il loro vero punto di forza, ossia il numero di colpi che consentivano di sparare consecutivamente. Diciamo che oggi, probabilmente, per questa specie di fucile sono più gli svantaggi che i vantaggi. Basti pensare alla facilità con la quale si inceppano e alla impossibilità di modificare l’ordine delle cartucce presentano nel serbatoio e in canna. Quasi usciti di produzione quelli a “lungo rinculo”, l’attuale produzione è tutta orientata verso quelli a “presa di gas”, che presentano l’enorme vantaggio di aver minimizzato il noto e fastidioso rinculo, proprio di questa specie di fucili. Gli attuali semiautomatici a presa di gas, necessitano però di maggiore manutenzione, proprio per l’azione corrosiva dei gas utilizzati per il relativo funzionamento.
Fucili sovrapposti

La doppietta può presentare le canne affiancate o l’una sull’altra, ossia giustapposte o sovrapposte. In quest’ultimo caso il fucile prende il nome di “sovrapposto”, necessariamente a cani interni. E’ l’arma dei giovani e dei tiratori. I sovrapposti di nuova generazione sono tutti dotati di estrattori automatici e di monogrilletto. Specie di fucile molto antica, che solo nei primi decenni del secolo scorso raggiunge perfezionamenti tecnici tali che ne decretarono il successo. Questi perfezionamento tecnici hanno reso possibile realizzare sovrapposti eleganti e leggere al pari delle doppiette. Rispetto alla doppietta classica a canne giustapposte, ossia accostate su di un piano orizzontale, il sovrapposto offre l’importante vantaggio di un tiro più facile e maggiormente preciso. Rappresenta il tipico fucile dei cacciatori /tiratori e degli appassionati di tiro al piattello ed un tempo del tiro al piccione, oggi vietato. E un fucile usato, quindi, particolarmente per lo sport. Il sovrapposto viene preferito dai tiratori, perché ritenuto più preciso della doppietta, proprio per la posizione delle canne. Infatti, a differenza che per la doppietta, non è presente quella forza che tende a spostare lateralmente il fucile, verso destra o verso sinistra a secondo che si tira il primo o il secondo colpo.
Doppietta

Anche se nel linguaggio comune con il termine “doppietta” si suole indicare esclusivamente il classico e tradizionale fucile con canne ad anima liscia a due canne affiancate, poste una accanto all’altra o giustapposte, etimologicamente la parola “doppietta”, sta ad indicare il fucile a due canne, comunque unite, sia giustapposte che una sull’altra o sovrapposte. Mentre per il sovrapposto i “cani” esterni sono incompatibili, per la “doppietta” (a canne affiancate), i cani possono essere sia esterni che interni. Le doppiette a cani interni fanno la loro comparsa intorno agli anni ’50, e ad oggi hanno soppiantato quasi completamente le doppiette a cani esterni, in linea con le maggiori preferenze dei cacciatori nei confronti delle doppiette a cani interni o “senza cani”. Nell’armeria del vecchio e tradizionale cacciatore, accanto all’automatico e/o sovrapposto, non può mancare la classica e intramontabile doppietta a cani esterni, che potrebbe essere il suo primo fucile o una doppietta di ultima generazione. Il caricamento della doppietta a cani esterni avviene armando i cani, dopo aver introdotto le cartucce e chiuso il fucile, mentre si mette in sicura abbassando i cani ( non possiede la “sicura” dei fucili senza cani), operazioni da fare con la massima cautela possibile. Quasi tutte le moderne doppiette sono con estrattore automatico e monogrillo. Quest’ultimo è un accessorio non gradito da tutti i cacciatori, soprattutto da quelli più anziani abituati con due grilletti, a differenza dell’estrattore ritenuto utile dalla maggioranza dei cacciatori e tiratori. Prima di caricare la doppietta e dopo averla scaricata, è consigliabile dare un’occhiate nelle canne del fucile per assicurarsi che siano libere da qualsiasi corpo estraneo, come foglie o altro. La canna ostruita, anche leggermente, potrebbe scoppiare.

